Ovvero quando Varsa riconosce che la realtà non ha più senso.
State bene.
mercoledì 18 maggio 2011
sabato 14 maggio 2011
Confessioni
"E quando mi fu strappata dal fianco la donna con la quale ero solito andare a letto, dovettero tagliare via il pezzo di cuore che le era attaccato, e la ferita sanguinò molto. Se ne tornò in Africa, facendo voto a te di non conoscere mai altro uomo, e lasciando con me il figlio naturale che da lei avevo avuto."
Agostino, Confessioni, traduzione (e commento): Roberta De Monticelli.
Agostino, Confessioni, traduzione (e commento): Roberta De Monticelli.
venerdì 6 maggio 2011
Lemon Twist and Olives: Cheers
Lemon Twist and Olives: Cheers: "Inauguro oggi il mio blog. Perché ho creato un blog? Non saprei, al momento. Forse sono quelle cose che si scoprono man mano che si scrive. ..."
mercoledì 4 maggio 2011
A freddo.
Osama Bin Laden è stato ammazzato. Reparti speciali USA sono irrotti nella dimora in cui si nascondeva, in Pakistan, e hanno "neutralizzato l'obiettivo". Bin Laden era importante ormai quasi solo a livello simbolico. Operativamente, a quanto sembra, non era più così importante per l'organizzazione. Difficile capire se Bin Laden sia stato ucciso a sangue freddo o se la sua reazione violenta abbia determinato la sua uccisione. Ma la differenza tra le due cose è sostanziale. Molti hanno esultato. Molti altri si sono affrettati ad affermare che sarebbe stato meglio prenderlo vivo, ma non per una qualche ragione morale (si poteva torturarlo un po' a Guantanamo per esempio, oppure tenerlo come ostaggio, o magari bruciarlo sulla sedia elettrica).
Altri, pochi (e in qualche caso autorevoli) hanno detto che non c'è alcuna ragione per gioire dell'uccisione di qualcuno, sia pure "lo sceicco del terrore".
Tra coloro che si dimostrano felici, o che addirittura esultano perchè "giustizia è fatta", c'è la diffusa convinzione che gli assetti morali debbano cadere se non si dimostrano funzionali a un qualche obiettivo. Inoltre gira voce che nel momento in cui l'interlocutore di turno (in questo caso i Qaedisti) non possiede lo stesso subset di valori morali, risulti del tutto inutile esercitarli, in quanto, in qualche modo, ritenuti controproducenti.
I valori morali in definitiva, sono utilizzati quando si può (i disputanti li condividono) o quando non sono d'impaccio al raggiungimento di un obiettivo. In altre parole, nello scenario ipotetico in cui si combatta tra i selvaggi non è considerato im-morale diventare a nostra volta dei selvaggi o ancora: nel momento in cui un comportamento etico rendesse faticoso o addirittura impossibile raggiungere un obiettivo, meglio rinunciarvi e modificare di conseguenza il proprio comportamento. Purtroppo, la rinuncia ai propri valori è più drammatica di quanto non sembri a prima vista. Il rispetto di questi infatti, nelle rispettive esistenze, serve più a noi che agli altri. Arrestare Bin Laden, assicurargli un giusto e pubblico processo e procedere con la pena qualora fosse stato giudicato colpevole, avrebbe giovato più a noi che a lui. Avrebbe innalzato l'Occidente delle Democrazie a un livello di popolarità mai raggiunto in precedenza. Avrebbe spazzato via la convinzione che siamo Paesi, appunto, avviati verso un completo declino di valori morali, primo giudizio che infiamma le piazze arabe e musulmane. In altre parole avremmo affiancato alla potenza militare e tecnologica, quella morale, che è un'arma ben più selettiva e intelligente di tante bombe o missili.
Dopo lo scandalo dell'impiccagione di Saddam, l'esecuzione di Bin Laden (se si dimostrasse vera) è l'ennessima occasione persa dall'Occidente. E mentre i fautori della "doppia morale", moralmente alleati dei Qaedisti, già s'infiammano a dimostrare che Guantanamo è stata utile, occorre ripetere con forza, oggi più di ieri, che non siamo affatto un mondo migliore.
State bene.
Altri, pochi (e in qualche caso autorevoli) hanno detto che non c'è alcuna ragione per gioire dell'uccisione di qualcuno, sia pure "lo sceicco del terrore".
Tra coloro che si dimostrano felici, o che addirittura esultano perchè "giustizia è fatta", c'è la diffusa convinzione che gli assetti morali debbano cadere se non si dimostrano funzionali a un qualche obiettivo. Inoltre gira voce che nel momento in cui l'interlocutore di turno (in questo caso i Qaedisti) non possiede lo stesso subset di valori morali, risulti del tutto inutile esercitarli, in quanto, in qualche modo, ritenuti controproducenti.
I valori morali in definitiva, sono utilizzati quando si può (i disputanti li condividono) o quando non sono d'impaccio al raggiungimento di un obiettivo. In altre parole, nello scenario ipotetico in cui si combatta tra i selvaggi non è considerato im-morale diventare a nostra volta dei selvaggi o ancora: nel momento in cui un comportamento etico rendesse faticoso o addirittura impossibile raggiungere un obiettivo, meglio rinunciarvi e modificare di conseguenza il proprio comportamento. Purtroppo, la rinuncia ai propri valori è più drammatica di quanto non sembri a prima vista. Il rispetto di questi infatti, nelle rispettive esistenze, serve più a noi che agli altri. Arrestare Bin Laden, assicurargli un giusto e pubblico processo e procedere con la pena qualora fosse stato giudicato colpevole, avrebbe giovato più a noi che a lui. Avrebbe innalzato l'Occidente delle Democrazie a un livello di popolarità mai raggiunto in precedenza. Avrebbe spazzato via la convinzione che siamo Paesi, appunto, avviati verso un completo declino di valori morali, primo giudizio che infiamma le piazze arabe e musulmane. In altre parole avremmo affiancato alla potenza militare e tecnologica, quella morale, che è un'arma ben più selettiva e intelligente di tante bombe o missili.
Dopo lo scandalo dell'impiccagione di Saddam, l'esecuzione di Bin Laden (se si dimostrasse vera) è l'ennessima occasione persa dall'Occidente. E mentre i fautori della "doppia morale", moralmente alleati dei Qaedisti, già s'infiammano a dimostrare che Guantanamo è stata utile, occorre ripetere con forza, oggi più di ieri, che non siamo affatto un mondo migliore.
State bene.
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